L’idea

L’idea di una non-palestra nasce dalla esperienza di ASIA Bologna, la cui sede è al piano superiore del Santuario della Pioggia, in via Riva Reno 124 a Bologna ed è ormai una presenza forte ed originale nella vita culturale italiana.

Un gruppo di persone unite dalla ricerca di vie di consapevolezza del corpo e della mente, vuole proporre a Modena, nella sede di Via del Lancillotto, uno spazio (dojo, luogo della pratica, in giapponese) in cui approfondire, come indica il nome dell’Associazione, le tematiche relative alla scissione che spesso si crea tra la dimensione interiore e l’ambiente circostante inteso in senso culturale, oltre che ecologico.

L’esperienza trentennale condotta da ASIA Bologna attraverso l’opera del suo fondatore Franco Bertossa, Maestro di meditazione del gruppo fondatore di Asia Modena, è in questo guida e riferimento continuo. Egli ha mostrato come le pratiche corporee e le filosofie esperienziali dell’Oriente possono completare la scienza e la filosofia occidentali, facendo sentire alle persone come esse li riguardano personalmente. Questa consapevolezza può sostenere, dal punto di vista etico e sociale, il recupero dell’antico senso di sacralità per la vita e la natura, per ristabilire un rapporto forte tra lo spazio interiore dell’uomo e il suo ambiente ecologico e culturale.

I temi e gli strumenti: fondamentale è il tema del confronto interculturale tra il pensiero occidentale (scienza, filosofia ma anche le sue potenti espressioni artistiche) e la cultura orientale, caratterizzata da un forte legame tra conoscenza e pratica psico-corporea. C’è la necessità di tentare un opera di traduzione non solo dei linguaggi ma del significato delle esperienze a monte dei linguaggi. Lo scopo è indagare ciò che sentiamo e che la nostra cultura tematizza poi (spesso in modo troppo astratto) come le questioni esistenziali di fondo, come la realtà del mondo, la vita, la coscienza umana, la sofferenza, il significato, il senso di meraviglia, la morte, l’etica, l’arte.

In Occidente affrontiamo questi temi con i potenti mezzi razionali della scienza e della filosofia, e con mezzi intuitivi di tipo artistico. In Oriente ci si occupa delle stesse questioni con vie pragmatiche, dotate di strumenti fenomenologici che pongono l’accento non solo sugli aspetti conoscitivi ma anche su quelli etico-trasformativi. Le vie di conoscenza dell’Oriente, che riguardano circa metà del mondo, hanno sviluppato discipline della mente e del corpo, un approccio che è più simile a imparare ad andare in bicicletta che a seguire un corso di Filosofia o di Genetica.

Le attività di discipline orientali: presso il dojo si propongono corsi di discipline orientali coordinate con gruppi di studio e seminari di approfondimento, in un clima non da palestra né da centro new age o confessionale, bensì come centro culturale inter-disciplinare. Le arti d’Oriente sono pratiche psico-corporee nate con scopi di conoscenza e indagine di sé e della realtà del mondo, che non devono auto-limitarsi a tecniche di rilassamento e cura per lo stress, né a pretesti per “trip interiori” o altre suggestioni. Nel dojo di ASIA Modena, insegnanti con molti anni di esperienza nelle loro discipline propongono modi di conoscenza provenienti dall’India, dalla Cina, dal Giappone. Pratiche fisiche di educazione e ascolto del corpo, e pratiche psichiche di conoscenza e valorizzazione del nostro spazio interiore. Discipline del corpo e meditazione hanno un forte impatto sulle funzioni affettive e cognitive della mente, impatto che viene preso sempre più sul serio e studiato dalle neuroscienze occidentali; crediamo che tale sforzo vada incoraggiato e rilanciato, ma anche affiancato da essenziale opera di traduzione delle esperienze e dei significati che esse rivelano. I presupposti di base di questo lavoro sul corpo cosciente sono:
Ciò che sentiamo con il corpo ha un significato, che si può indagare.
– Il principio di ogni ricerca deve essere la domanda personale, che va tenuta aperta e coltivata.
Praticando la domanda, ciò che sentiamo va ascoltato e riordinato con pratiche sapienti.
– Ciò che scopriamo è da confrontare con altri schemi di pensiero, da criticare e verificare.

Le attività di scienze, filosofie e arti d’Occidente: in continuo scambio con le discipline orientali saranno proposte da specialisti competenti attività culturali per rivisitare i modelli scientifici, filosofici e artistici dell’Occidente a partire dalla esperienza diretta e incarnata di ciascuno. Sono in programma attività formative ed educative; laboratori fenomenologici di musica ed arte; laboratori filosofici e di scienze cognitive; cinema come occasione filosofica; ricerche con il Centro Studi ASIA (ambiti di ricerca: scienze cognitive, filosofia comparata, disagio giovanile, educazione) che opera in collaborazione con filosofi e scienziati italiani e stranieri.

Per una cultura dell’ascolto: ASIA dojo si propone come un ambiente pensato per sviluppare, con questi strumenti, una cultura dell’ascolto e dell’esperienza vissuta, accessibile a tutti: a partire dall’ascolto di ciò che sentiamo tutti siamo abilitati ad affrontare questioni filosofiche e scientifiche perché ci riguardano. Non sono temi astratti e riservati a pochi intellettuali o scienziati, sono i nostri problemi e le nostre domande. Basta coglierle nel nostro corpo, esprimerle con le nostre parole e avere a disposizione metodi per indagarle. Questo tipo di cultura ha risvolti non speculativi, ma pratici: ad esempio partendo dal corpo cosciente si possono sviluppare progetti educativi innovativi, ed affrontare anche i difficili temi del disagio giovanile, senza paure e senza terapie psicologiche strutturate: il senso di smarrimento, di mancanza di identità e di un significato ultimo, la percezione di inutilità o angoscia che ne deriva; si tratta di domande e sintomi diffusi e documentati, che in alcune fasi della vita hanno carattere totalizzante. Vanno espressi e compresi, perché non portino a conclusioni sbagliate e quindi a grandi sofferenze, solitudini e demotivazioni che abitano lo spazio interiore, spesso senza cause psico-sociali evidenti. Non volendo proporre un ennesima ideologia o fede, introduciamo discipline della mente e del corpo che possono donare forza e ordine, e stimolare in ciascuno esperienze e domande personali, e l’occasione di porle senza timori.

Un’idea in movimento: Asia Modena dal 2005 ad ora

Lo diciamo sempre: Asia Modena non è una palestra. Non è una scuola di arti marziali o di discipline sportive. Non è un centro new age o confessionale.

Dopo i suoi primi 10 anni è il polo di aggregazione per tante discipline prima disperse in città tra palestre, polisportive, biblioteche e microassociazioni di appassionati e che oggi creano una potente sinergia: yoga e arti di movimento corporeo dell’Oriente, discipline occidentali di ascolto e consapevolezza, attività culturali e di educazione ambientale.

Consapevolezza del corpo e stimoli per la mente

Abbiamo cercato di creare un luogo in cui la stessa architettura, colori, suoni e silenzi fossero pensati per favorire presenza mentale e quieto ascolto, per sperimentare il benessere e la consapevolezza che donano le nostre discipline e arti corporee.

Il cuore dell’attività restano le nostre attività culturali ed educative che ogni anno coinvolgono centinaia di persone: conferenze con filosofi, psicologi, monaci e artisti sul temi diversi (filosofia occidentale e orientale, arte, salute psichica, ricerca interiore, accompagnamento dei morenti, nascita etc.) e laboratori con gruppi in dialogo. Si esplorano le possibili traduzioni oriente-occidente delle domande universali sulla coscienza umana, la morte, l’etica, la bellezza, l’ecologia. Le culture dell’Oriente se ne occupano ponendo l’accento non sul pensiero astratto ma su pratiche etico-trasformative, con un approccio che è più simile a imparare ad andare in bicicletta che a seguire un corso di filosofia o di genetica.

Asia Modena non vuole richiudere le persone in se stesse, ma aprirle alla solidarietà: sosteniamo progetti per offrire gratuitamente le tecniche corporee dell’Aikido, del Feldenkais e del Pilates alle particolari esigenze – rispettivamente – di adolescenti in difficoltà (in collaborazione con il Servizio Neuropsichiatria AUSL di Modena) e adulti disabili (in collaborazione con ANFFASS e Associazione Cicabùm) e per le donne obese (con Associazione con Ass.ne OBEA). E abbiamo offerto in questi anni 28 corsi gratuiti che hanno coinvolto più di 350 persone tra le categorie meno vicine alle discipline orientali (anziani, bambini e ragazzi, persone in difficoltà economica e sociale).

Consideriamo fondamentale l’educazione ambientale e per questo abbiamo fatto diversi progetti per allevare presso la nostra sede e poi liberare nel parco 22 Aprile rare farfalle Macaone e Coccinelle, in collaborazione l’Università di Bologna, alla presenza di centinaia di Cittadini attivamente coinvolti. O abbiamo fatto conoscere ai bambini del quartiere alberi e foglie e frutti per contemplare la “biodiversità di casa nostra” e abbiamo collaborato con Università di Modena e Museo della Figurina per la mostra “Sfere Invisibili”.

Ma in questi 8 anni siamo anche cresciuti. Non bastava certo una sede e qualche idea originale per offrire ai Modenesi attività di qualità. C’è voluto tanto impegno concreto, innovazione, passione, volontariato: oggi l’associazione culturale Asia Modena può vantare 40 corsi attivi, 25 insegnanti e collaboratori, 35 volontari, e circa 350 soci. Oltre 25 conferenze e incontri specialistici organizzati, newletter, blog e pagina Facebook, decine di articoli, ricerche, interviste con personaggi della cultura nazionale. I partner più importante con i quali abbiamo lavorato e stiamo collaborando sono soprattutto Asia Bologna e i nostri Soci, ma anche Istituzioni del territorio:

  • Comune di Modena (Biblioteca Delfini, Museo della Figurina, Circoscrizione 3, Ufficio Tempo Libero)
  • Università di Modena-Reggio Emilia
  • Università di Bologna
  • Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Banca Popolare Emilia Romagna
  • AUSL di Modena
  • Az. Policlinico di Modena
  • Università Terza Età, ARCI, UISP, ANFFAS
  • Provincia di Modena

Quest’idea della aggregare giovani adulti e anziani intorno a discipline mente-corpo, al confronto con la grande cultura e all’impegno sociale e ambientale, a raccontarla adesso, sembra persino ovvia: sei anni fa, semplicemente, non c’era. E’ una strada che continuiamo a percorrere: cresciamo, passo dopo passo, coltiviamo le nostre specialità e ci guardiamo intorno con curiosità. Per noi il modo migliore per continuare è imparare, sperimentare, osare.

Presentazione di ASIA scritta dal fondatore Franco Bertossa

Lo statuto dell’associazione