Ginnastica Perineale

Conoscere, percepire e rinforzare il pavimento pelvico

Il corso è a numero chiuso. Iscrizione in segreteria (059/454367 – info@asiamodena.it)

INIZIO DEL CORSO: GIOVEDÌ 13 FEBBRAIO 2020

Iscrizioni entro il lunedì 10 febbraio

ORARIO: IL GIOVEDÌ DALLE 18:00 ALLE 19:15 (5 lezioni)

 

Perché un corso di ginnastica perineale?

Il perineo è una parte sconosciuta del nostro corpo, avvolta da un “tabù” culturale; ma non è così in tutto il mondo: in Cina per esempio c’è sempre stata una chiara consapevolezza dell’importanza della sua salute e le donne venivano educate a prendersene cura.
Per noi, questo è un mondo da scoprire, sia nella sua dinamica fisiologica sia emozionale, che sono strettamente legate.
Come il nostro battito cardiaco o il nostro respiro si modificano a seconda delle emozioni che registrano, altrettanto fa il perineo. Da scoprire nella sua duplice funzione di apertura, ricettività, dono di sé, e di chiusura, contenimento, autodifesa, energia.

Si chiama anche pavimento pelvico, perché se immaginiamo il bacino come un vaso, è il perineo che gli fa da base, sostenendo così i visceri, da che l’uomo ha assunto la posizione eretta, mentre in un quadrupede questa funzione è svolta dagli addominali.

Svolge anche una funzione respiratoria: durante la fase espiratoria serve anche la sua contrazione per diminuire la pressione intraaddominale e facilitare la risalita del diaframma respiratorio.
Favorisce il reflusso venoso e linfatico, oltre che la circolazione locale, prevenendo così congestione pelvica, emorroidi e stipsi.
É responsabile della continenza dei nostri sfinteri, della fase motoria dell’orgasmo, durante il parto dà sostegno al collo dell’utero fino alla sua completa dilatazione, contribuisce alla rotazione interna della testa del bambino.

In realtà, il termine pavimento pelvico non rende merito a quest’organo, costituito di muscoli, tendini e fasce, caratterizzato da morbidezza ed elasticità, dalla sua relazione con la sfera affettiva e sessuale, con l’inconscio, con la creatività e l’autostima: è una parte importante per la nostra salute.
Noi donne, rispetto all’uomo, abbiamo un bacino e quindi un perineo più ampio, proprio per facilitare la procreazione, ed è attraversato da tre sfinteri (uretra, vagina, ano). Ma questo lo rende meno tonico, rispetto a quello maschile e sottoposto a maggior sforzo, per il peso sostenuto durante la gravidanza, la distensione durante il parto e gli eventuali traumi ( lacerazioni, episiotomie, ematomi).

E un altro momento critico per noi può essere la menopausa, che, per i cambiamenti ormonali che comporta (riduzione di estrogeni) ne può diminuire il trofismo. Se a questo aggiungiamo abitudini di vita errate (alimentazione, sedentarietà, posture) e una eventuale predisposizione costituzionale alla lassità tissutale, capiamo perché sempre più donne, anche in giovane età, avvertono i primi sintomi di un pavimento pelvico debole: leggera incontinenza correndo, o per uno starnuto o un colpo di tosse.
Il disagio fisico crea imbarazzo, sconforto nelle attività quotidiane e nella sessualità, un senso di perdita di autonomia, un’infantilizzazione. Ma difficilmente se ne parla. Oppure ci si affida ad una terapia meccanica, perché non siamo più abituati ad occuparci in prima persona della nostra salute. Ma, per i paradossi della nostra società, siamo circondati ovunque da pubblicità di pannolini ultrasottili, antiodoranti, “discreti”!
La proposta di un corso di ginnastica perineale vuole essere un’opportunità per affrontare il problema in modo diverso:

  • in termini di prevenzione, in gravidanza, dopo il parto o in menopausa.
  • con un approccio femminile: parlandone, conoscendolo cognitivamente (anatomicamente), ascoltandolo, percependolo, lasciando emergere le emozioni, condividendole col gruppo.
  • Imparando esercizi semplici, che aumenteranno progressivamente di intensità e difficoltà, sempre in relazione col respiro, col proprio ritmo, col sostegno di visualizzazioni e dell’intenzione nell’eseguire il movimento.

Il corso prevede 5 incontri e sarebbe importante frequentarlo con costanza, in quanto il lavoro evolve nella specificità del movimento, man mano che aumenta la consapevolezza e la percezione dei partecipanti, sfruttando la gravità in posizioni diverse, e intensificando la durata e l’intensità del movimento.

Insegnante

Silvia Mori >>

medicina tradizionale cinese

Corso di Medicina Tradizionale Cinese

Vedremo i principi fondamentali della tradizione taoista (la più antica ed interessante) e ne sperimenteremo una possibile applicazione pratica con il Dao Yin Qi Gong (tecniche energetiche di nutrimento della vita)

8 febbraio 2020: L’unità del Tao, Yin/Yang, la triade

22 febbraio 2020: Wu Wei, “l’agire senza agire”

7 marzo 2020: I sensi

21 marzo 2020: La teoria dei cinque elementi.

28 marzo 2020: Chiarimenti, domande, pratica riassuntiva

Orario: dalle 10 alle 13

Iscrizioni in segreteria entro il 3 Febbraio

Il corso è aperto a tutti, non sono richieste conoscenze specifiche.

ASIA Modena propone anche:

Qi Gong

Do-In (Auto-massaggio e stretching  dei meridiani)

La coscienza dei viventi

La coscienza dei viventi

La scienza e il mondo che guarda se stesso

Io guardo spesso il cielo.
Lo guardo di mattino nelle ore di luce
e tutto il cielo s’attacca agli occhi e viene a bere,
e io a lui mi attacco,
come un vegetale che si mangia la luce.
                                (Mariangela Gualtieri)

tre incontri gratuiti, il sabato alle 18:00

15 e 29 febbraio, 14 marzo 2020

presso ASIA Modena, Via Orlandi 20/A

La coscienza è il nucleo pulsante di ciò che siamo, è qui ora e anche diffusa in tante forme e prospettive. Dopo l’incontro con Federico Faggin sulla “Coscienza e i Computer” dell’ottobre 2019, di cui trovate il video sul nostro canale Youtube, con questo ciclo ASIA Modena vuole aprire lo sguardo di ricerca della coscienza sui viventi. E tutti i viventi: piante, animali, primati sono intriganti capacità di conoscenza di sé e del mondo. Un invito ad esplorare la propria natura interiore confrontandoci con “le altre menti” grazie a scienza e filosofia.

 

Tre incontri che saranno anche dialoghi tra scienziati e pubblico.

 

SABATO 15 FEBBRAIO 2020, con “LA COSCIENZA DELLE PIANTE. Abbiamo invitato una scienziata con grandi capacità di comunicazione e anni di ricerca nel campo della fisiologia vegetale. Laura Arru (Università di Modena e Reggio) è specialista in sensibilità e comportamento delle piante. Ci racconterà come, lungi dal “vegetare”, esse comunicano di continuo, ricordano e conducono vite assai attive. La neurobiologia vegetale, nuova e dibattuta disciplina scientifica fondata tra gli altri dallo scienziato Stefano Mancuso, può darci indicazioni sulla coscienza delle piante? Ne dialogherà con Roberto Ferrari, biologo, che di questa rassegna è il direttore scientifico.

 

SABATO 29 FEBBRAIO parleremo de “LA COSCIENZA DEGLI ANIMALI NON UMANI. Vogliamo coinvolgervi in un confronto tra Roberto Ferrari, biologo ed entomologo che da anni si occupa di fenomenologia dell’esperienza animale ed è tra i fondatori di Asia Modena, e Daniela Grenzi, psicologa e psicoterapeuta fondatrice del C.A.T., un centro all’avanguardia nel proporre il rapporto uomo-animale come strumento terapeutico e di crescita. Per molti anni gli animali sono stati considerati senza coscienza, mentre oggi si parla spesso di consapevolezza animale, anche se in genere, confrontando l’animale e l’uomo. Come possiamo comprendere il non-umano per quello che è, all’interno del mondo che esso vede e vive? Forse, guardando meglio dentro noi stessi. Oppure, forse conoscendo meglio noi stessi e le nostre possibilità di empatia e compassione.

 

SABATO 14 MARZO, con “LA COSCIENZA DELL’UOMO”, vogliamo completare il cerchio. Su questo tema è importante sentire quanto hanno da dire le neuroscienze, e per questo abbiamo chiamato Giuseppe Pagnoni, specialista di ricerche sulla mente e sul cervello che dopo diversi anni in USA insegna ora presso l’Università di Modena e Reggio, e associa alla ricerca scientifica una profonda indagine personale. Questo aspetto lo accomuna a Paolo Pendenza, fisico specialista in Teoria della Relatività e implicazioni epistemologiche della Meccanica Quantistica, con cui gli chiederemo di dialogare.

 

Tutti i relatori sono accomunati dal fatto di condurre da anni una ricerca scientifica sempre affiancata a una ricerca interiore attraverso la meditazione, lo yoga o le arti marziali. Soprattutto, sono persone disposte a confrontarsi a tutto campo e che ci aiuteranno a gettare uno sguardo sulla coscienza rigoroso e senza mistificazioni.

Per sentire e capire sempre meglio come nel vivente si dà il fenomeno sorprendente del sentire e del capire, che chiamiamo coscienza.

Un breve profilo dei relatori:


Laura Arru
ha una laurea in Scienze Biologiche (Univ. di Parma), ed un diploma cum laude di specializzazione in Genetica Applicata (Univ. di Milano). Ricercatrice in Fisiologia Vegetale presso il Dipartimento di Scienze della Vita della Università di Modena e Reggio. Nel percorso accademico ha approfondito diverse discipline dall’antropologia, alla biologia molecolare, alla fisiologia vegetale, maturando una visione della vita e delle relazioni meno antropocentrica. Si interessa della risposta delle piante allo stress, della loro comunicazione, di tecniche di coltivazione che ne influenzino le proprietà medicinali e terapeutiche, e di DNA antico (aDNA). Docente di Fisiologia Vegetale, nel 2010 ha organizzato il primo Convegno Internazionale in Communication and Neural Processing (www.unimore.geco.it); è autrice di pubblicazioni a carattere scientifico nazionali ed internazionali e di capitoli di libro; titolare di due brevetti; è referee e membro dell’editorial board di riviste internazionali.

 


Daniela Grenzi
si è laureata in Discipline della Arti, Musica e Spettacolo presso l’Università di Bologna, e in Psicologia presso l’Università di Padova, specializzandosi poi in Psicoterapia Analitica ad indirizzo junghiano. L’interesse per la dimensione interiore dell’uomo l’ha portata ad improntare interventi terapeutici che utilizzano anche l’interazione uomo-animale. Coordina l’équipe di Pet Therapy Relazionale Integrata, interna alla cooperativa stessa, che da diversi anni interviene presso le maggiori strutture per disabili e anziani, di Modena e Provincia. Si è specializzata come Istruttrice MBSR presso l’Università “La Sapienza” di Roma, al MASTER di II livello Mindfulness.  Ha scritto diversi articoli su riviste e blog specializzati nell’ambito della psicologia-psicoterapia; è autrice del libro: “Pet Therapy Relazionale Integrata: la cura che passa dal cervello animale“ (Ed. Psiche2).

 

Roberto Ferrari, laureato in biologia presso l’Università di Modena con successive specializzazioni in biochimica ed entomologia, per oltre 25 anni ha operato presso l’Università di Bologna con ricerche su biologia e comportamento degli Insetti Sociali sul campo e in laboratorio. I suoi interessi si estendono all’epistemologia, alla biologia teoretica e alla etologia cognitiva basata sull’approccio enattivo di Francisco Varela. Da diversi anni conduce ricerche tra zoologia e fenomenologia, e nel campo degli Animal Studies relativi alla coscienza degli animali umani e non umani. Medita dal 1990 ed è specializzato come Istruttore di Mindfulness presso Università di Firenze. È stato invitato più volte a condurre interventi e seminari sugli animali in diverse università italiane e straniere, tra cui l’École Polytecnique e l’École Normale Supérieure di Parigi. Con Franco Bertossa è co-autore di “Lo sguardo senza occhio. Esperimenti sulla mente cosciente tra scienza e meditazione” (Ed. Alboversorio, 2005).

 

Giuseppe Pagnoni, neuroscienziato e fisico, conosciuto a livello internazionale per i suoi lavori svolti con fMRI e PET sull’impatto della meditazione su attenzione e variazioni volumetriche cerebrali. Professore presso il Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze dell’Università Modena-Reggio Emilia, è coinvolto in diversi progetti di ricerca nel campo delle neuroscienze. Ha un particolare interesse per l’impatto della meditazione sull’attività del cervello, oltre all’interazione della funzione immunitaria con i processi cognitivi e dell’umore e il ruolo dei gangli basali in codifica probabilistica di eventi e processi decisionali. Praticante di meditazione, insegna per il master universitario “Mindfulness: pratica, clinica e neuroscienze” presso Università di Roma La Sapienza.

 

Paolo Pendenza si è laureato in fisica presso l’Università “La Sapienza” di Roma con una specializzazione in astrofisica teorica, ha insegnato matematica e fisica per 18 anni in vari licei del Trentino ed attualmente è Dirigente Scolastico presso il Liceo “A. Rosmini” di Rovereto (TN). I suoi interessi professionali lo hanno portato ad approfondire vari temi inerenti la didattica, la comunicazione scientifica e la filosofia della scienza, anche grazie a collaborazioni con l’Università di Trento e di Bologna. Meditante da molti anni, ha tenuto numerosi corsi di divulgazione scientifica e conferenze sulla fisica moderna ponendo un’attenzione particolare agli aspetti concettuali ed epistemologici delle questioni affrontate, ed è stato promotore dei Third Culture Seminars dedicati alla filosofia della scienza presso ASIA e del ciclo di settimane scientifiche “Galileo in Tibet”.

 

Il primo incontro, tenuto da Federico Faggin, si è tenuto il 19 ottobre 2019. Guarda il video:

Mindfulness e cure palliative

Appena pubblicato un articolo internazionale sulle ricerche cui ha collaborato ASIA Modena – Centro Mindfulness Mente&Vita

L’articolo intitolato Mindfulness-Based stress reduction in early palliative care for people with metastatic cancer: A mixed-method study è uscito per l’editore Elsevier sulla rivista internazionale Complementary Therapies in Medicine nel numero del dicembre 2019.

Si tratta del frutto di tre anni di ricerca condotta con pazienti oncologici presso l’Ospedale di Carpi “Ramazzini” (Az USL di Modena) in collaborazione con L’associazione AMO e l’Università di Modena e Reggio.

I pazienti erano seguiti dall’Ambulatorio di Cure Palliative Precoci della Dott.ssa Elena Bandieri e dal Reparto di Oncologia del Dott. Fabrizio Artioli. Gli Istruttori della Associazione Asia Modena (Roberto Ferrari e Maria Pia Ricchieri) hanno condotto protocolli di Mindfulness espressamente disegnati per questi pazienti, con una decisiva collaborazione per la ricerca da parte della Dott.ssa Giorgia Razzini di AMO e del Dott. Stefano Poletti del Centre de Recherche en Neurosciences de Lyon, INSERM.

La ricerca ha permesso di evidenziare alcuni aspetti molto importanti di questo tipo di interventi:

  • i partecipanti riportano nei loro report una ri-connessione personale e spirituale attraverso tutto il percorso Mindfulness
  • la positiva dinamica di gruppo, associata con gli esercizi individuali di Mindfulness ha condotto i partecipanti a prendere un diverso rapporto con la propria condizione
  • le competenze apprese durante l’intervento di Mindfulness hanno permesso ai partecipanti di sviluppare una sorta di gratitudine esistenziale.
  • si è sviluppata la capacità di focalizzarsi sul respiro, e un atteggiamento di accettazione verso il dolore fisico e le emozioni difficili come panico ed angoscia

Vinyasa Flow

E’ una forma di Yoga dinamico e impegnativo che ha alla base la sincronizzazione di movimento e respiro (Vinyasa).

VENERDÌ dalle 18:30 alle 20:00

Lezione di prova gratuita

E’ come una danza in cui le posizioni fluiscono tra loro trasportando con sé corpo e mente.

Ne guadagnano simultaneamente flessibilità, forza e mobilità articolare.

La sincronizzazione fa si che si generi intenso calore corporeo che tonifica e rilassa i muscoli del corpo. Gli organi interni vengono purificati grazie alla mobilizzazione durante le asana.
Il corpo si rafforza, si alleggerisce e diventa flessibile. La mente si calma, lo stress si riduce e la capacità di concentrarsi aumenta.

Per partecipare ai laboratori non sono richieste competenze particolari ma vista l’intensità del lavoro proposto è sconsigliata la partecipazione a chi soffre di problemi posturali importanti.

Insegnante

Stefano Conventi >>

La Coscienza e i Computer

FEDERICO FAGGIN, l’inventore del microprocessore e del touchscreen ad ASIA Modena.

 

La sua conferenza (prima parte):

seconda parte:

 

L’intervista di Roberto Ferrari:

 

 

FEDERICO FAGGIN, fisico, inventore e imprenditore, è probabilmente l’italiano più illustre che abbia operato nella Silicon Valley ed è spesso indicato come il padre del microprocessore. È stato capo progetto dell’Intel 4004, il primo microprocessore al mondo, e lo sviluppatore della tecnologia MOS, che ha permesso la fabbricazione dei primi microprocessori. Nel 1974 ha fondato la Zilog, con cui ha dato vita al famoso microprocessore Z80. Nel 1986 ha co-fondato la Synaptics, con cui ha sviluppato i primi Touchpad e Touchscreen. Nel 2010 ha ricevuto la Medaglia Nazionale per la Tecnologia e l’Innovazione dal presidente americano Barack Obama, per l’invenzione del microprocessore. Nel 2011 ha fondato una organizzazione no-profit dedicata allo studio scientifico della consapevolezza, in particolare la differenza tra mente umana e intelligenza artificiale (http://www.fagginfoundation.org/it/).

È autore del libro: “Silicio. Dall’invenzione del microprocessore alla nuova scienza della consapevolezza” (Mondadori, 2019)

Questo incontro ha fatto da anteprima al nuovo ciclo di conferenze di ASIA Modena: “La Coscienza del Vivente. La scienza e il mondo che guarda se stesso” in programma per Febbraio-Marzo 2020. Con specialisti di neuroscienze, psicologia, biologia, fisica e filosofia, esploreremo l’esperienza cosciente anche nelle piante, negli animali e nell’uomo.

 

Cosa significa Praticare in un Dojo?

Spesso una persona intraprende una disciplina mente-corpo senza sapersi spiegare il motivo. È alla ricerca di qualcosa che va oltre il movimento fisico, ma di che cosa?

Pian piano si affeziona alla disciplina, per cui inizia a sentire un particolare rispetto che via via si approfondisce e va di pari passo con il rispetto per l’insegnante o maestro.

Più o meno consapevolmente accade di cambiare stato interiore nel momento stesso in cui si entra nel Luogo (JO) della Pratica (DO), e qualcuno lo esprime, entrando in sala, con un saluto all’ideogramma del Ki, simbolo dell’energia che ha sentito scorrere durante il lavoro sul corpo e sulla mente.

Ma cosa significa portare pieno rispetto non solo per la propria disciplina ma anche per il luogo dove la stessa si tiene?

Non si tratta di regole esterne, ma di bisogni che nascono da dentro: un abito e un corpo pulito, una mente pulita; l’attenzione per evitare rumori e suoni inutili; il prendersi cura dell’ordine degli spazi. Per costruire insieme un’atmosfera di serenità e armonia.

La ritualizzazione di certi comportamenti sostiene la pratica, crea un ponte tra il “fuori” e il dentro” di noi.

A questo punto ciò che all’inizio sembrava una palestra si rivela come Dojo; l’iscritto diventa Praticante, avendo colto le condizioni necessarie per cogliere il senso profondo della sua disciplina. Non per regole o moralismo, ma grazie al contatto con ciò che in noi stessi merita rispetto, e che può renderci uomini e donne migliori.

Introduzione alla Meditazione

sabato 16 NOVEMBRE, ore 18

con Franco Bertossa, Maestro di Meditazione e Aikido e fondatore di ASIA

Ingresso gratuito e aperto a tutti. Non è necessaria la prenotazione.

L’incontro si tiene presso la sede di ASIA Modena in Via Orlandi 20/A

Si richiede puntualità e di restare fino alla fine. In sala si entra senza scarpe, sono consigliati abiti comodi per sedersi a terra sui cuscini da meditazione o su uno sgabello.

FRANCO BERTOSSA, nato in Istria nel 1954, pratica lo Yoga e le arti marziali dal 1973, è 7° Dan della scuola Yushinkai fondata dal Maestro Maruyama Koretoshi, che fu allievo diretto di Ueshiba Morihei. La sua ricerca lo ha portato a visitare luoghi e a conoscere personaggi importanti per la sua formazione. Nel 1979 partì per il primo di una serie di viaggi al Monte Athos, in Grecia, la penisola sacra della tradizione cristiano-ortodossa, abitata da monaci ed eremiti. Essendo di madre lingua croata, ebbe la possibilità di comunicare con vecchi anacoreti serbi, bulgari, russi e romeni. Tra il 1980 e il 1983 viaggiò per l’India visitando i luoghi e i personaggi della tradizione e dell’innovazione spirituale. Ebbe modo di vedere e di ascoltare Shri Krishnamurti a Madras, Ma Ananda Moy a Benares, Swami Chidananda a Rishikesh, Osho Rajneesh a Poona, Shri Narahari Nath a Katmandu, Padre Bede Grifith a Shantivanam, alcuni degli ultimi discepoli viventi di Ramana Maharshi, a cui s’ispira, a Tiruvannamalai, nel sud India. Si è interessato allo zen praticandolo con diversi maestri e conoscendo personalmente il conte Karlfried von Durckheim, pioniere dello zen in Europa. Pratica le arti marziali dal 1973 ed in particolare, dal 1980, il Ki-Aikido che ha introdotto in Bologna tenendo corsi ed organizzando incontri con importanti maestri. E’ stato tra gli allievi più stretti di Gérard Blitz, secondo il cui metodo tuttora insegna lo Yoga. A.S.I.A. nasce attorno al nucleo dei suoi allievi più stretti, che, da lui iniziati alla meditazione, intendono creare le circostanze ottimali per approfondire e diffondere tale insegnamento.

Per approfondire: La scuola di Franco Bertossa

Scopri i nuovi corsi del 2019:

 

Mindfulness Teens (15-21 anni)

Programma MBSR di riduzione dello stress e dell’ansia specifico per adolescenti.

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Mindfulness MBCT-ca

Da Ottobre un percorso specifico per pazienti oncologici.

SCOPRI DI PIÙ >

 

 

Per informazioni: 059/454367 o info@asiamodena.it

 

Mindfulness MBCT-ca

Da febbraio 2020, un percorso specifico per pazienti oncologici

Dai primi di gennaio 2020, sono previsti i colloqui individuali di orientamento.
Per informazioni e per prenotare il colloquio: dr.ssa Emanuela Poggioli 349 233 7958, emanuelapoggioli@yahoo.it

Da febbraio 2020, inizierà il protocollo di 8 settimane, indicativamente il pomeriggio del giovedì dalle 14:30 alle 17:00. Il protocollo prevede una giornata di pratica intensiva, che sarà convenuta a corso iniziato, e una giornata di follow- up.

La partecipazione è consigliata a coloro che hanno concluso il ciclo attivo delle cure (chemioterapia, radioterapia, intervento chirurgico), ma ogni specificità sarà comunque discussa con la persona nel corso del colloquio individuale di orientamento.

La diagnosi di cancro ed il suo trattamento hanno conseguenze traumatiche sull’equilibrio psicologico della persona che ne è affetta. Il disagio esperito nel corso della patologia comprende, oltre al dolore fisico, emozioni di rabbia, paura e disperazione. Il cancro infatti rappresenta una minaccia alla sopravvivenza, all’integrità fisica, alle relazioni personali ed al senso di se stessi.

La sensazione di incertezza davanti ad una condizione che potrebbe progredire o ripresentarsi in ogni momento, la perdita di controllo del proprio corpo e della propria vita, sono esperienze comuni in chi ha un tumore. Una percentuale significativa di pazienti oncologici vive una situazione di persistente disagio psicologico con sintomi di ansia e depressione. In questo contesto, la mindfulness offre nuovi modi di rapportarsi al trauma ed alla sofferenza.

La MBCT-ca (Mindfulness Based Cognitive Therapy per pazienti oncologici), infatti, si fonda nell’idea che la nostra sofferenza emerge in realtà da come ci relazioniamo alle esperienze di dolore, disagio e difficoltà più che dalle esperienze stesse. Tale prospettiva indica la possibilità di poter ridurre l’angoscia apprendendo un nuovo modo di rapportarsi con le esperienze spiacevoli e indesiderate, anche se si può fare poco per cambiare l’esperienza in sé.

Il programma di terapia cognitiva basata sulla mindfulness per pazienti con cancro (MBCT-ca), costituisce un adattamento della struttura base dell’MBCT alle specifiche esigenze delle persone che stanno vivendo l’esperienza della malattia oncologica. Elaborato da Trish Bartley, è il risultato di oltre un decennio di esperienza di valutazione, sviluppo e ridefinizione.

Modalità organizzative

Il gruppo è costituito da un massimo di 14 persone ed è previsto un colloquio preliminare individuale di orientamento della durata di circa un’ora. Gli incontri si terranno presso gli spazi del Centro Mindfulness “Mente&Vita” dell’Associazione ASIA Modena, al primo piano di Via Ettore Orlandi, 20/A, che sono attrezzati di sedie, materassini, coperte e altri elementi che servono per lo svolgimento del corso. (per maggiori indicazioni: DOVE SIAMO)

fondazione di modena Il corso è offerto ad un costo fortemente ridotto o gratuito grazie al contributo di Fondazione di Modena

Strumenti e struttura del corso

Il corso è costituito da 8 incontri di gruppo a cadenza settimanale, della durata di 2 ore e 30 circa l’uno, di una giornata intensiva di pratica e da una sessione di follow-up al termine del percorso. È richiesta una pratica giornaliera a casa, di circa 30-45 minuti al giorno, supportata da guide audio dedicate, cui i pazienti potranno accedere grazie a una password sulla piattaforma informatica dell’Associazione ASIA Modena.

Le attività del corso prevedono pratiche guidate di esercizi di movimento consapevole (seduti, sdraiati e in piedi), attenzione consapevole al respiro, camminata consapevole, dialogo di gruppo. Vengono incoraggiate le pratiche informali (semplici atti condotti in piena consapevolezza) e le pratiche brevi, che hanno lo scopo di intrecciare le attitudini mindfulness alla vita quotidiana. Presuppongono di prestare attenzione, in modo intenzionale, a ciò che si sta facendo in quel momento, con cura e gentilezza. I partecipanti riceveranno un quaderno con gli esercizi di pratica ed istruzioni registrate per il lavoro a casa.

La Mindfulness può aiutare concretamente a sviluppare una maggiore abilità nel gestire lo stress e le emozioni negative correlate alla propria condizione. Gli obiettivi del corso, pertanto, sono quelli di fornire ai partecipanti degli strumenti per diventare più consapevoli delle proprie risorse, per sostenere il proprio benessere e per affrontare in modo diverso le condizioni che causano dolore e disagio fisico ed emotivo.

Insegnanti