la presenza coraggiosa

La presenza coraggiosa. 2019

Dialoghi intorno alle ultime cose

Si tratta di affrontare il meglio e il peggio della nostra condizione di esseri umani. La bellezza, la cura, la protezione, la ricerca, la spiritualità sono sempre presenti, ci chiedono di essere coltivate. Ma sono sempre presenti anche le “cose ultime”: il dolore, la morte, l’impermanenza, lo stress, le ferite interiori, la paura del futuro; e pure loro ci chiedono di essere frequentate, sentite e capite. Hanno qualcosa d’importante da dirci.

La presenza coraggiosa è ciò che serve per mettersi in rapporto con le ultime cose e frequentarle. Non si tratta di non-paura. Anche quando ci sentiamo spaventati, stanchi, inadeguati, doloranti, sfiduciati possiamo ancora semplicemente essere presenti, restare svegli ed ascoltare. La presenza coraggiosa si apre e dà ospitalità alle ferite aperte, alle minacce, alle nostre personali nevrosi. Sa, e sa che non ci definiscono.

Un ciclo d’incontri per aprire un dialogo con chi coltiva questa nostra presenza retta, desta, attiva.

No, il mio cuore non dorme.
Se ne sta lì, tutto sveglio.
Non dorme né sogna, osserva,
gli occhi chiari aperti,
segnali lontani, ascolta
in margine al gran silenzio
(Antonio Machado)

 

Bellezza e Dolore, camminare nel confine (19 Gennaio 2019)
Vito Mancuso
(Teologo e Filosofo, saggista, autore)



Volgersi verso la sofferenza. Meditazione, in ospedale e non (9 Febbraio 2019)
Roberto Ferrari
(Biologo, Istruttore Mindfulness, Associazione Asia Modena)



Testamento Biologico: la legge DAT e l’etica di un nuovo strumento (2 Marzo 2019)
Licia Petropulacos
(Medico, Direttore Generale Sanità e Welfare Regione Emilia Romagna)

 

Don Gabriele Semprebon
(Fisiopatologo bioeticista, membro del comitato etico dell’Ordine dei Medici)


Hospice e consapevolezza. L’accompagnamento spirituale nel fine vita (23 Marzo 2019)
Pina Caravello
(Psicologa e Psicoterapeuta, Associazione Dare Protezione)

 


immagine di un baobab

Mindfulness: prospettive di ricerca clinica e cura di sé. 2018

Il convegno si è tenuto a Modena presso l’auditorium Giorgio Fini il 23 novembre 2018, grazie a una collaborazione tra Villa Igea, Associazione ASIA Modena e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Il convegno ha attivato un dialogo serrato tra diverse prospettive, da quelle più strettamente neuroscientifiche (Pagnoni) a quelle cliniche (Ferrari, Poletti), da visioni di ampio respiro sulla Mindfulness nella società e nella cura (Giommi, Benzoni) a interventi toccanti per umanità e densità di significato (Mander, Bertossa).
Il dialogo continua sia presso i Reparti Ospedalieri che presso il CENTRO MINDFULNESS “MENTE & VITA” , aperto presso ASIA Modena e che propone a tutti questa cura di sé, attraverso la meditazione di consapevolezza.

 

Giuseppe Pagnoni

Giuseppe Pagnoni, neuroscienziato e fisico, conosciuto a livello internazionale per i suoi lavori svolti con fMRI e PET sull’impatto della meditazione su attenzione e variazioni volumetriche cerebrali. Professore presso il Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze dell’Università Modena-Reggio Emilia, è coinvolto in diversi progetti di ricerca nel campo delle neuroscienze. Ha un particolare interesse per l’impatto della meditazione sull’attività del cervello, oltre all’interazione della funzione immunitaria con i processi cognitivi e dell’umore e il ruolo dei gangli basali in codifica probabilistica di eventi e processi decisionali. Insegna per il master universitario in Mindfulness: pratica, clinica e neuroscienze, Università La Sapienza.

 

 

Roberto Ferrari

Roberto Ferrari è mindfulness trainer e biologo. Come biologo si occupa di ricerca nel campo dell’entomologia e della epistemologia secondo l’insegnamento di Francisco Varela. Come insegnante di Mindfulness, dopo aver concluso il Master in Meditazione e mindfulness: Neuroscienze ed applicazioni cliniche nelle professioni di aiuto presso l’Università di Firenze, offre corsi di Mindfulness a scopo clinico e di ricerca scientifica, collaborando con Scuole ed Ospedali di Modena e Provincia. Attualmente si interessa delle applicazioni dello yoga per il trauma. E’ docente presso la Scuola in Psicoterapia Costruttivista Nous e presso la Scuola di Formazione Yoga di ASIA, dove insegna anatomia e fisiologia yoga. È allievo di meditazione, yoga e Aikido di Franco Bertossa, col quale ha scritto ‘Lo sguardo senza occhio’ (Alboversorio).

 

 

 

Stefano Poletti

Stefano Poletti, psicologo specializzando in psicoterapia, attualmente ricercatore a Lione presso l’Istituto Nazionale francese per la Salute e la Ricerca Medica, studia gli effetti a breve-lungo termine della meditazione buddista e della pratica della mindfulness. Ha inoltre svolto diverse ricerche quali-quantitative sull’impatto di programmi MBSR con adolescenti, personale medico-sanitario, pazienti epilettici e oncologici. A questi ultimi ha dedicato la sua ricerca dottorale, svolta per l’Università di Padova, intitolata “Mindfulness come Intervento di Medicina Complementare: una ricerca fenomenologica sulle visioni del mondo del paziente cronico“.

 

 

 

Fabio Giommi

Fabio Giommi, psicoterapeuta, presidente della scuola quadriennale in psicoterapia costruttivista “Nous” e dell’Associazione Italiana Mindulness (AIM). Collabora a diversi progetti internazionali di ricerca sulla mindfulness. Si dedica a numerose applicazioni della mindfulness in ambito clinico. È allievo diretto di Gregory Kramer, iniziatore dell’Insight Dialogue. In Italia si dedica alla pratica clinica, alla divulgazione e alla formazione in veste di direttore della Nous-Scuola di Specializzazione quadriennale in Psicoterapia Cognitiva-Costruttivista di Milano. Socio fondatore e presidente di AIM-Associazione Italiana per la Mindfulness. È di prossima pubblicazione il suo libro Trasformare la mente per Ed. Ponte alle Grazie.

 

 

Stefano Benzoni

Stefano Benzoni, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, è docente di psichiatria e neuropsichiatria infantile presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università Milano Bicocca.
Consulente scientifico per la Psichiatria dell’Adolescente presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.
Ha pubblicato, tra l’altro, Psychofarmers (con P. Adamo, Isbn Edizioni 2005), I giovani non esistono (Isbn Edizioni 2008), Prima dei 18 anni. L’autonomia decisionale del minore in ambito sanitario (Franco Angeli 2010), L’infanzia non è un gioco: paradossi e ipocrisie dei genitori di oggi, e Figli Fragili (Laterza 2017).

 

 

Roberto Mander Roberto Mander, psicoterapeuta di formazione junghiana, è istruttore protocolli di Interpersonal Mindfulness con formazione del Center for Mindfulness e della Metta Foundation. Socio della Società Italiana per la Psicopatologia Fenomenologica, lavora nell’ambito delle cure palliative con la Ryder Italia Onlus. Formatore di gruppi di automutuo-aiuto per il lutto con il Gruppo Eventi. Pratica la meditazione di consapevolezza ed è responsabile per l’Italia dello Zen Peacemaker Order, organizzazione buddista socialmente impegnata con lo scopo di portare la pratica Zen in ambiti come i servizi sociali, l’economia e l’ecologia, ma con una maggiore enfasi sull’impegno a favore della pace.

 

 

Franco Bertossa, Presidente dell’associazione A.S.I.A. di Bologna, pratica Yoga dal 1973, allievo di Gérard Blitz, secondo il cui metodo tuttora insegna lo Yoga. Si è interessato allo zen praticandolo con diversi maestri. Pratica le arti marziali dal 1973 ed in particolare, dal 1980, il Ki-Aikido che ha introdotto in Bologna tenendo corsi ed organizzando incontri con importanti maestri. È 7° Dan di Aikido con la scuola Yuishinkai. A.S.I.A. nasce attorno al nucleo dei suoi allievi più stretti, che, da lui introdotti alla meditazione, intendono creare le circostanze ottimali per approfondire e diffondere tale insegnamento.

 

 

A cosa mi educherai? 2017

 

Tutti siamo stati educati, e tutti educhiamo. Il problema dell’educazione, che attraversi la nostra vita in modo totalizzante o marginale, comunque ci riguarda. Che ci troviamo a essere genitori, insegnanti od operatori culturali, se assumiamo seriamente il nostro compito viviamo gli stessi dubbi e le stesse paure, anche se viste da prospettive diverse; i ragazzi che fruiscono del nostro operato saranno la testimonianza di come, giorno dopo giorno, le avremo affrontate.
L’educazione è una sfida che ci tiene impegnati nelle case come nelle scuole e nei luoghi di cultura, ed è proprio da questa considerazione che nasce l’idea di un percorso che accomuni e crei ponti. Un percorso che nasce da una domanda educativa profondamente sentita e che vuole, attraverso il dialogo con partecipanti di esperienze diverse, esplorare nuove possibilità, senza affrettare risposte definitive, dedicando piuttosto spazio e tempo alla riflessione sui significati dell’educare.
Non un ciclo di conferenze, dunque, ma una finestra aperta sul senso dell’educazione, una proposta che, in linea con le attività di Asia Educazione, si pone come via d’indagine. Nello spirito di una “comunità di ricerca” alla quale siamo tutti invitati a partecipare.

Alessandra Ielli

Gli incontri

Mindfulness con gli adolescenti (11 Febbraio 2017)

Roberto Ferrari

Roberto Ferrari è biologo e conduce attività di ricerca presso l’Università di Bologna.
Relativamente alle pratiche di Mindfulness e in particolare al protocollo MBSR si è formato nel Master di secondo livello “Meditazione e Mindfullness: Neuroscienze ed Applicazioni Cliniche nelle professioni di aiuto” presso l’Università di Firenze, primo Master italiano finalizzato allo studio della meditazione per applicazioni a diverse categorie di utenti.
Dal 2012 come volontario offre corsi di Mindfulness in ambito ospedaliero, per pazienti respiratori e oncologici, e nelle scuole superiori.

Impariamo a pensare. Tornare a Socrate (11 Febbraio 2017)

Alessandra Ielli

Alessandra Ielli si occupa di educazione da oltre trent’anni, dapprima come ricercatrice presso IRRSAE di Bologna e coordinatrice in un centro di formazione professionale, poi come insegnante in diversi ordini di scuola e madre di tre figli.
Collabora col centro Asia Educazione, dove ha acquisito la metodologia di ricerca fenomenologica e didattica a cui fa riferimento nel proprio lavoro.
Ha tenuto presso diverse scuole laboratori di ascolto e di dialogo maieutico; parte di questa esperienza è raccolta nei testi Impariamo a pensare e Dieci domande per pensare (2006, Armando Editore).

 

L’apprendimento della matematica come via educativa (4 Marzo 2017)

Giorgio Santi

Giorgio Santi si è laureato in fisica presso l’Università di Milano con una specializzazione in meccanica quantistica.
Ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento secondario superiore in fisica e matematica e il dottorato di ricerca in Didattica della Matematica presso l’Università di Bologna, dove ha attualmente incarichi di insegnamento in didattica della matematica.
È autore di pubblicazioni nazionali e internazionali riguardanti l’insegnamento e l’apprendimento della matematica anche in situazioni speciali.

Filosofia esperienziale in classe (25 Marzo 2017)

Elisa Subini

Elisa Subini, laureata in filosofia e abilitata sia per l’insegnamento di storia e filosofia sia per il sostegno dei ragazzi disabili, dal 2007 è stata docente presso vari istituti secondari superiori in entrambe le specializzazioni.

Attualmente lavora presso l’Istituto “Majorana” di San Lazzaro come docente di sostegno e presso il “Liceo linguistico internazionale” di Bologna come insegnante di storia e filosofia.

Educare al mistero: filosofia e meditazione (25 Marzo 2017)

Franco Bertossa

Franco Bertossa, nato in Istria nel 1954, pratica lo Yoga e le arti marziali dal 1973, è 7° Dan della scuola Yushinkai fondata dal Maestro Maruyama Koretoshi, che fu allievo diretto di Ueshiba Morihei. La sua ricerca lo ha portato a visitare luoghi e a conoscere personaggi importanti per la sua formazione. Nel 1979 partì per il primo di una serie di viaggi al Monte Athos, in Grecia, la penisola sacra della tradizione cristiano-ortodossa, abitata da monaci ed eremiti. Essendo di madre lingua croata, ebbe la possibilità di comunicare con vecchi anacoreti serbi, bulgari, russi e romeni. Tra il 1980 e il 1983 viaggiò per l’India visitando i luoghi e i personaggi della tradizione e dell’innovazione spirituale. Ebbe modo di vedere e di ascoltare Shri Krishnamurti a Madras, Ma Ananda Moy a Benares, Swami Chidananda a Rishikesh, Osho Rajneesh a Poona, Shri Narahari Nath a Katmandu, Padre Bede Grifith a Shantivanam, alcuni degli ultimi discepoli viventi di Ramana Maharshi, a cui s’ispira, a Tiruvannamalai, nel sud India.
Si è interessato allo zen praticandolo con diversi maestri e conoscendo personalmente il conte Karlfried von Durckheim, pioniere dello zen in Europa. Pratica le arti marziali dal 1973 ed in particolare, dal 1980, il Ki-Aikido che ha introdotto in Bologna tenendo corsi ed organizzando incontri con importanti maestri. E’ stato tra gli allievi più stretti di Gérard Blitz, secondo il cui metodo tuttora insegna lo Yoga. A.S.I.A. nasce attorno al nucleo dei suoi allievi più stretti, che, da lui iniziati alla meditazione, intendono creare le circostanze ottimali per approfondire e diffondere tale insegnamento.

Leggi l’articolo di Franco Bertossa: I princìpi fondamentali dell’educazione

 

 

Yoga nel percorso educativo (8 Aprile 2017)

Rossella Rapagnetta

Rossella Rapagnetta laureata in Scienze dell’Educazione presso l’Università di Bologna, ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento nella Scuola Primaria e l’abilitazione per il sostegno presso l’Università dell’Aquila. Attualmente è impegnata come insegnante della Scuola Primaria Statale. Ha realizzato diversi progetti di educazione all’ascolto attraverso lo yoga presso le scuole Statali e biblioteche comunali in collaborazione con Maria Rapagnetta e il metodo “Incontrarsi nell’arte”. Nel 2015/2016 ha svolto un progetto di mindfulness e yoga nell’Istituto Comprensivo di Atri, che ha coinvolto circa 200 studenti e molte insegnanti, per le quali è stato organizzato un corso specifico di formazione.

“Mi educherai a ciò che tu sei”. Genitori ed educatori (8 Aprile 2017)

Beatrice Benfenati

Beatrice Benfenati nata a Bologna nel 1955, ha cominciato a praticare lo yoga nel 1976. E’ stata per 10 anni allieva di Gérard Blitz che, pioniere dello Yoga in occidente e monaco buddista zen, ha operato, nel suo insegnamento, una sintesi essenziale tra le due tradizioni.
Beatrice ha trascorso prolungati periodi in India presso il Ramanashram di Tiruvannamalai, a Shantivanam con padre Bede Griffith e all’Anandashram di Ramdas. Insegna yoga dal 1979 ed è stata tra le prime in Italia, fin dal 1980, ad insegnarlo finalizzato alla gravidanza e al dopo parto.
Ha partecipato a numerosi seminari tenuti da Michel Odent e Frédérick Leboyer approfondendo il canto carnatico in una forma particolarmente adatta alla gravidanza. Lei stessa ha tre figli, i primi due nati in casa e la terza nel centro yoga in cui teneva le sue lezioni.
Fondatrice della “Scuola di Yoga in gravidanza” di Asia, tiene corsi per insegnanti di yogae operatori nel campo della nascita. È co-fondatrice di Asia assieme al Maestro Franco Bertossa col quale pratica meditazione e aikido. È 4° Dan della scuola Yuishinkai fondata dal Maestro Maruyama Koretoshi, che fu allievo diretto di Ueshiba Morihei.È autrice del libro “Dall’epidurale alla meditazione. Una Via per ritrovare il sacro della nascita“, Eugea Edizioni.

Lo Sguardo Animale: noi, gli animali e la filosofia. 2016

Interviste con filosofi (Gianni Vattimo, Felice Cimatti), specialisti del rapporto empatico con gli animali (Angelo Vaira, Daniela Muggia, Andrea Contri) e biologi (Roberto Ferrari), in occasione delle conferenze tenute ad Asia Modena per il ciclo “Lo Sguardo Animale”.

I temi di fondo sono l’animalità, l’empatia e la fenomenologia dei nostri compagni su questo pianeta. Di ogni intervista è possibile un approfondimento tramite podcast della conferenza che ha seguito l’intervista.

Relatori di eccezione, scelti per il loro impegno di vita e la loro riflessione critica sul rapporto tra umanità e animalità:

Filosofia occidentale e animalità (2 Aprile 2016)

Felice Cimatti

Felice Cimatti
Filosofo, Università della Calabria, RadioRAI3
Perché è così urgente per noi porci domande sugli animali e su cosa ci distingue da loro? Per definire noi stessi per contrasto?
Felice Cimatti spiega come l’irrequietezza e la noia – che non appartiene all’animale ma certamente all’uomo – sia una brutta notizia per il pianeta terra: la nostra vita non ci basta mai, ci riempiamo di oggetti e usiamo la terra come fosse uno schiavo per produrli.
Non siamo cattivi: solo intrinsecamente irrequieti.
Come se ne esce? Diventare un gatto.

Ascolta la conferenza

L’Oriente e la Via degli animali (16 Aprile 2016)

Angelo Vaira

Angelo Vaira
Zoo-antropologo, Think dog, Radio24

Lo zoo-antropologo Angelo Vaira ci ricorda che l’animale evidenzia i nostri bisogni più fondamentali, perché li condivide con noi.
Nel regno animale, secondo la tradizione buddhista è minore la comprensione e la capacità auto-trasformativa. Ma noi siamo irresistibilmente attratti dagli animali, perché vivono stupore, come bambini, e condividono con noi il fatto di esistere e di sentire.
Come rapportarci con il nostri animali? Recuperare il senso del mistero.
Ascolta la conferenza

 

Il silenzio degli animali, tra Heidegger e Derridà (30 Aprile 2016)

Gianni Vattimo

Gianni Vattimo
Filosofo, Prof. Emerito Università di Torino

Il filosofo Gianni Vattimo, dopo una variazione iniziale su come immagina il dopo-vita, ci parla della animalità ferita e sfruttata dalla tecnica. Tecnica che ha tradito anche noi umani, rendendoci massa anonima invece di liberarci e agevolare la nostra vita spirituale.
Affronta poi il tema della storia, intendendola come svolta, catastrofe, rivoluzione e rivelazione. Nelle parole di Holderlin:
Solo a momenti l’uomo esperisce pienezza divina
La vita dopo è sogno di questi momenti
Unico limite che pone il filosofo del pensiero debole è quello della pietas, il rispetto solidale per l’altro, non volergli creare danni e negatività: è analoga alla compassione buddhista?
Ascolta la conferenza

Gli animali, gli uomini e la morte: tenersi la zampa fino alla fine (7 Maggio 2016)

Daniela Muggia

Daniela Muggia
Tanatologa, Associazione Tonglen

Cosa sente l’animale quando muore? Cosa significa provare empatia per un animale?
Daniela Muggia è tanatologa e si occupa del rapporto con i morenti, siano essi umani o animali.
Insegna a stare con loro fino all’ultimo, senza proiettare sui nostri amici a quattro zampe le nostre ansie, coltivando compassione ed empatia con la meditazione.
Chi lavora con gli animali può scoprire che la loro morte è un momento speciale, non da anticipare con l’eutanasia ma da accompagnare consapevolmente.
Si può stare con il nostro compagno di vita senza disturbare, liberandolo dal dolore con le cure palliative – che esistono anche per gli animali.
Come si accompagna alla morte un animale? Imparare ad essere pace.
Ascolta la conferenza

Animal talk Italia: la comunicazione intuitiva con gli animali e i suoi benefici (22 Ottobre 2016)

Andrea Contri

Andrea Contri

Andrea Contri è specialista nella comunicazione con gli animali e fondatore di Animal Talk Italia. Riceve messaggi da centinaia di specie e di animali, con un metodo basato sul rispetto e l’amore incondizionato.
La comunicazione intuitiva è un metodo, si può imparare e perfezionare, calmando le energie e mettendosi in ascolto. Permette di capire quanto gli animali sono attenti, presenti al momento presente e sensibili alle nostre emozioni. Ci capiscono, ci leggono dentro. E si prendono cura di noi.
Cosa cercano gli animali? Vogliono essere felici, stare con chi amano.
E testimoniare la bellezza e la luce che hanno dentro. Come Jacob, un leone in gabbia, ha “detto” ad Andrea: “Non guardateci con tristezza, ma per la bellezza che portiamo dentro“.
Ascolta la conferenza

Animal world: come gli animali percepiscono tempo, spazio, identità e linguaggio? (5 Novembre 2016)

Roberto Ferrari

Roberto Ferrari

Roberto Ferrari è biologo, interessato a esplorare la fenomenologia dell’esperienza animale e ad indagare come sorgono le loro menti e i loro mondi di significato. Mondi che sono certamente fatti di percezione immediata di distanze, stagioni, memoria, sapore di sé; ma non sono fissati in rappresentazioni come spazio, tempo, ricordi e identità. I mondi animali sono difficili da immaginare perché non sono immagini.
Sembra che il mondo animale sia fatto a fantasia, ma come mai è così adeguato e coerente? E cosa rende affidabile per l’animale il suo mondo? Azione o fiducia nell’azione?
La fenomenologia animale ha implicazioni etiche: vedere il mondo dalla parte dell’animale, gli dona un valore speciale. E ci aiuta a riflettere sul mondo umano, a proteggerlo, ad amarlo: perché ci sta offrendo una grande, preziosa opportunità di consapevolezza.
Ascolta la conferenza

Per approfondire

Leggi l’articolo scritto da Roberto Ferrari in occasione dell’incontro della comunità di venerdì 8 luglio[pdf]

Lo sguardo dell’animale, afferma il filosofo francese Derridà, ci lascia nudi, è un testimone silenzioso che ci chiede: cosa sei? cosa sono? E ci propone momenti che mettono in questione anche l’umano: con una sofferenza senza parole, un desiderio di fuga, un affetto silente, una dedizione gratuita, una autenticità totale.

Come possiamo relazionarci con il singolo animale, quello che ci vive attorno, senza tradirne l’alterità, ad esempio riducendolo a un elemento-categoria del nostro mondo umano, una “risorsa” economica o affettiva da sfruttare, ignorando il suo valore intrinseco?

Oggi che sono cadute le grandi metafisiche, dove possiamo ricercare un fondamento per l’etica, per un comportamento adeguato verso gli animali?

La risposta a questa domanda sembra passare attraverso il pieno riconoscimento della dignità dell’Altro, e del nostro comune destino.

“In un’ epoca in cui l’ umanità si vede sempre più minacciata nelle stesse elementari possibilità di sopravvivenza (la fame, la morte atomica, l’ inquinamento), la nostra radicale fratellanza con gli animali si presenta in una luce più immediata ed evidente”.
(G.Vattimo, in “Etica e diritti degli animali” di Luisella Battaglia, Laterza)

“Siamo tutti gettati nella nostra condizione, non vi pare assurdo immedesimarvisi tanto? La storia stessa va verso la piena consapevolezza dell’unità dell’essente alla luce del nostro ritrovarci ad essere.
I grandi movimenti per i diritti dell’uomo e degli animali, sono generati e si sviluppano a partire da tale verità che, più o meno consapevolmente, tutti avvertiamo e condividiamo.
Proviamo a guardarci negli occhi scoprendo il gioiello che tale consapevolezza serba: la compassione per chi vive la nostra stessa condizione assoluta di pellegrini del mistero.
 Solo in tale consapevolezza sta la fine di tutte le sopraffazioni.”
(F. Bertossa, Da Gaza a Lhasa, pellegrini nel mistero, asia.it)

Le sofferenze degli animali, come quelle dei popoli oppressi, sono oggi sotto gli occhi di tutti grazie alle immagini di Internet. Qualcosa in noi chiede che siano liberati dalla violenza, dalla (eu)tanasia forzata, che abbiano diritto a esprimersi. Gli animali non hanno parola, spetta all’uomo il dovere di dargliela: possiamo farlo con proteste, con acquisti consapevoli, con una seria riflessione filosofica e scientifica.

“Quando sarò nato…”. Dall’attesa all’educazione. 2014

Un passaggio non scontato
Incontro con Beatrice Benfenati tenuto il 17 Maggio 2014 ad Asiamodena

Quando nasce un bambino nascono anche una mamma e un papà.
I nove mesi di attesa permettono al bambino di prepararsi a nascere, ma come ci si prepara a diventare genitori e quindi, inevitabilmente, educatori?
La Via dello yoga e della meditazione può essere un mezzo idoneo?

Leggi il testo dell’intervento (file .pdf):

Prima parte

Seconda parte

Terza parte

Visioni d’Oriente: cinema e buddhismo. 2015

Il buddhismo è un approccio alla spiritualità davvero anomalo per un occidentale: non aderisce nè al teismo religioso nè al materialismo, non cerca di convertire, non chiede un approccio fideistico.
In tempi in cui è forte il bisogno di sacralità autentica, il messaggio del Buddha esercita un grande fascino culturale per la profondità del pensiero e la serietà dell’approccio etico. Inizia anche a palesarsi un nesso tra la percezione del dolore da cui nacque la ricerca di Siddharta Gautama, il Buddha, e il senso di vuoto esistenziale che vive la sensibilità occidentale. Il messaggio buddhista promette la fine di questo dolore, attraverso un percorso di ricerca della verità che nasce dal raccogliersi in se stessi aprendosi nel contempo al prossimo.

La rassegna organizzata da Asia Modena vuole esplorare questa visione dell’esistenza che ha affascinato anche il Cinema.
In programma 7 titoli, opere di primo piano che raccontano il Buddhismo nelle diverse culture, a partire da quella indiana dove è nato, attraversando Tibet e Corea, fino al Giappone.

PROGRAMMA

  • domenica 1 febbraio 2015, ore 17:00
    Piccolo Buddha
    di Bernardo Bertolucci
    (1993, Italia-Francia-Regno Unito)
    Il film racconta la vicenda del Buddha storico intrecciandola con la tradizionale ricerca della reincarnazione di un Lama.
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  • domenica 8 febbraio 2015, ore 17:00
    Kundun
    di Martin Scorsese
    (1997, Stati Uniti)
    Kundun è la storia dell’attuale Dalai Lama, una delle personalità spirituali più influenti del nostro tempo, e dell’invasione cinese del Tibet.
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  • domenica 15 febbraio 2015, ore 17:00
    Samsara
    di Pan Nalin
    (2001, India-Francia-Germania)
    Samsara è un film di produzione indiana ed europea ambientato in Tibet, una storia che esplora il rapporto tra vita mondana e ricerca della verità.
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  • domenica 1 marzo 2015, ore 17:00
    Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera
    di Kim ki-duk
    (2003, Corea del Sud)
    Nel film la splendida ambientazione nelle montagne e laghi della Corea fa da cornice alla storia di un monaco anziano e di un giovane che lentamente ma sinceramente si avvicina al buddhismo.
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  • domenica 8 marzo 2015, ore 17:00
    Zen – Vita di Eihei Dogen Zenji
    di Banmei Takahashi (2009, Giappone)
    con sottotitoli in italiano a cura della Associazione Asia.
    L’inedito per l’Italia Zen è una toccante narrazione della vita del Maestro Zen Dogen.
    Leggi la recensione (.pdf)
  • domenica 15 marzo 2015, ore 17:00
    L’Arpa Birmana
    di Kon Ichikawa
    (1956, Giappone)
    Lo storico e bellissimo L’Arpa Birmana è uno dei primi film che mostrò all’occidente la sensibilità religiosa del buddhismo raccontando la storia di un soldato giapponese che durante la guerra si converte e intraprende un’opera di compassione assoluta.
    Leggi la recensione (.pdf)
  • domenica 29 marzo 2015, ore 17:00
    Morte di un maestro del tè
    di Kei Kumai
    (1989, Giappone)
    con una introduzione di Franco Bertossa (maestro di meditazione, fondatore di Asia); seguirà la proiezione del film e un rinfresco.
    Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1989, è probabilmente il più bel film mai girato sullo spirito dello Zen
    Leggi la recensione (.pdf)

Il Mistero. 2013

Cosa attrae dell’inspiegabile e perché?

Non mi considero nè ateo nè agnostico. Come uomo di ragione e non di fede, so di essere immerso nel mistero che la ragione non riesce a penetrare fino in fondo, e le varie religioni interpretano in vari modi.
N. Bobbio, Ultime volontà, la Stampa 10/1/2004

Il tema

Il dizionario Treccani così definisce mistero:

mistèro (ant. o poet. mistèrio) s. m. [dal lat. mysterium, gr. mysterion); fig. tutto ciò che non si può intendere, penetrare o spiegare chiaramente, e che appunto per questo attrae o esercita un certo fascino: i m. della natura; il m. della vita; i m. dell’animo umano. Più genericam., cosa, fatto, avvenimento che sia oscuro, inspiegabile, nascosto.

La definizione fornita si avvicina a una forma di “non-significato” che l’Associazione Asia di Bologna cerca di investigare, portando iniziative e relatori d’eccezione anche nella città di Modena.

Si vuole offrire una serie di incontri che propongano un approccio non convenzionale al senso più profondo del Mistero, quell’ambito impenetrabile dalla mente oggettiva e calcolante, troppo spesso considerata unico modus interpretativo della realtà.

Il Mistero può darci opportunità per recuperare l’esperienza immediata e discreta del Sacro, troppo a lungo confinato ai soli ambienti di vocazione religiosa. Un’esperienza oggi spesso ridotta a sentimento privato, priva del valore di conoscenza riservato invece all’ambito tecnico e scientifico.

Cos’è Mistero? Come si vivono le domande che lo riguardano? Quali sono queste domande? Come si vive nell’intimo più profondo il Mistero di vita e morte, dell’inspiegabile sentire, del non-senso quotidiano che tanto ci spaventa e smarrisce? Perché il mistero al contempo ci spaventa e ci affascina? Cosa attrae dell’inspiegabile e perché?

Il ciclo di conferenze propone un approfondimento delle interpretazioni filosofiche e religiose del Mistero maturate in Oriente ed Occidente, gettando un ponte culturale tra i due diversi modi di pensare.

Lo studioso di mistica Marco Vannini si occupa da 40 anni di teologia negativa, di quelle misteriose Vie del Nulla presenti fin dall’antichità, non solo nel cristianesimo (da Isacco di Ninive a Meister Eckhart) ma anche nell’induismo (da Shankara al monaco benedettino Henri Le Saux). Sa introdurle e condividerne il fascino come pochi altri.

Mauro Bergonzi è specialista nel campo del pensiero filosofico-religioso indiano e della psicologia del misticismo. Esponente di una prospettiva radicalmente non dualista e non confessionale, esplora l’investigazione esistenziale del Mistero alle sorgenti dell’Essere, dialogando col pensiero sapienziale indiano alla luce della nostra diretta esperienza di ciò che chiamiamo ‘coscienza’ e ‘realtà’.

Il maestro Franco Bertossa, fondatore di Asia, ha come tema di ricerca e insegnamento il mistero del ritrovarsi ad esistere come centro di esperienza indubitabile e gratuito, indagato nella pratica meditativa. “Nell’esistenza ci troviamo gettati, nessuno ha scelto di esistere. Accettare l’esistenza è accettare un arbitrio e, allo stesso modo, rifiutare l’esistenza è accettare un arbitrio (infatti ci serviamo, anche in questo caso, dell’esistente atto di rifiutare). Il Buddhismo insegna la Via di Mezzo. Non è accettazione, non è rifiuto, è vacuità. Se viene, accoglilo, se va, non trattenerlo. Risvegliarsi ai significati che rendono evidente questo è, per me, il senso della vita”.

Il teologo Vito Mancuso, affermando il primato della coscienza e la necessità di un rapporto diretto con il divino (“Io e Dio” è il titolo del suo ultimo libro) introdurrà al rapporto tra ragione e mistero, tra le vie dell’intelletto e quelle del cuore nell’occidente contemporaneo. Capace di mantenere un dialogo aperto con il mondo dei laici e dei non credenti, Mancuso ha un ruolo di primo piano nella vita culturale del nostro paese.

Asia Modena è quindi lieta di invitarvi a questa settima edizione dei suoi cicli di conferenze pubbliche, certa di ricevere un utile apporto da domande, opinioni e ricerche di tutti i partecipanti.

Il mistero supremo dell’Universo,
l’unico mistero, tutto e in tutto,
è che ci sia un mistero dell’Universo,
è che ci sia l’Universo, qualcosa
è che ci sia l’esserci.
F. Pessoa, Faust

 

L’uomo è pellegrino dell’assoluto.
L’uomo è quell’essere inquieto che nulla appaga.
L’uomo è quell’essere che porta dentro di sé una domanda di senso che mai esaurisce e che continuamente lo incalza. Dopo ogni realizzazione, conquista o successo, il suo inquieto cercare lo spinge sempre oltre con un nuovo inevitabile domandare: “Perchè?”, “E poi?”.
L’uomo è quell’essere destinato a trascendere se stesso.
G. Scattolin, da Esperienze mistiche dell’Islam

Il corpo sapiente: ascoltare e capire prima dei pensieri. 2011

Vorremmo, con questo ciclo di conferenze, interrogarci su come i passaggi umani capitali – la nascita, l’autocoscienza, l’intuizione rivelatrice, il dolore, la morte – sono radicati nell’esperienza corporea.
Abbiamo scelto di farlo con gli strumenti della scienza e della logica, ma anche dell’arte e dell’intuizione. Soprattutto cercheremo di restare vicini alla esperienza diretta, capace di rientrare in sé e ascoltare i segnali del cuore, del respiro, della gola, delle viscere. Per coglierli, in diverse tradizioni si parla di un ripulire l’anima, placare la mente, capire prima dei concetti e delle parole.

Siamo in cerca di parole sincere e profonde su questa dimensione del sentire corporeo. Per esplorarla, per celebrarla: perché se viene dimenticata ci fa perdere umanità e valore. Anche se il sentire è sempre prima delle parole, crediamo che attraverso le parole la si possa evocare e arricchire di significati.

Apre a tante domande, l’ascolto del corpo.
Quale è il ruolo del corpo nell’ascolto di noi stessi? Degli altri? Del “di più” che a volte irrompe nelle nostre vite, nell’arte, nella spiritualità?

Nelle tradizioni occidentali quali esperienze o percorsi di ascolto del corpo si ritrovano? E in quelle orientali?

E poi, l’ascolto del corpo è una fuga, un ritirarsi nel privato? O un’esperienza che interconnette, che può renderci più empatici? La ricerca di sensibilità e equilibrio attraverso il corpo è un fine o un mezzo? E se è un mezzo, per cosa?

AUTUNNO 2010

Il corpo tra cervello, mente e cultura
Le Neuroscienze e la ricerca dell’autocoscienza

Luigi Agnati (neurobiologo, Karolinska Institute, Stockholm)
giovedì 18 Novembre 2010 ore 21:00

Il corpo che nasce
Gravidanza e parto come vie sapienziali

Beatrice Benfenati (maestra yoga, Centro Studi Asia, Bologna)
giovedì 2 dicembre 2010 ore 21,00
Testo della conferenza
I parte: Lo sguardo del bambino e la gravidanza
II parte: Il parto, il dopo-parto e la Via
III parte: Domande dal pubblico

Il corpo nella religione
Sentire il vuoto, sentire il Divino

Vito Mancuso (teologo, Università Vita Salute S. Raffaele, Milano)
venerdì 17 dicembre ore 21:00
Video della conferenza:
I Parte: Io sono il mio corpo: Lo statuto antinomico della verità e le ragioni contro il dualismo corpo-spirito.
II parte: Io non sono il mio corpo: critica al paradigma materialista e dimensione della libertà.
III parte: Domande su etica non prescrittiva e emergenza dei diversi livelli dell’essere.
IV parte: Domande sull’esperienza mistica, la distinzione dalle suggestioni, Gesù e la fine del mondo, come leggere la Bibbia.

PRIMAVERA 2011

Il corpo e il dolore
Ascoltare, curare, cambiare rapporto

Davide Casalini
(medico omeopata)
e Roberto Ferrari
(biologo e maestro yoga)
sabato 12 marzo 2011, ore 18:00

Il corpo che sente
Medic-azione e medit-azione

Davide Casalini
(medico omeopata)
e Roberto Ferrari
(biologo e maestro yoga)
sabato 26 marzo 2011, ore 18:00

Il corpo che muore
Accompagnare nella fine

Silvia Bianchi
(psicologa buddhista)
sabato 2 Aprile 2011, ore 18:00
Filmato di RaiTre sul fine vita e l’accompagnamento

Il sacro limite. Come vivere la morte. 2010

Si può guardare meglio la morte?
È una condizione dell’esistenza, molto particolare perché quando si avvicina tutto ciò che sappiamo della vita non serve a niente.
Nella cultura occidentale laica è un’esperienza connotata dallo smarrimento. Siamo totalmente frastornati da questo taglio netto, da questa evidenza sorda. Dall’ignoto. Dall’abbondanza di tutto ciò che ci viene tolto. Non che la vita che lasciamo sia in una prospettiva chiara: come specie umana siamo confusi in un gigantesco labirinto di scelte, confusi per la mancanza di riferimenti stabili, confusi dalle piccole morti che sono le continue perdite di ciò che amiamo.

Nonostante questo siamo ancora capaci di ricostruire la realtà, di gestire la nostra vita e il nostro dolore, ma sappiamo che – proprio in corrispondenza di eventi esistenziali incontrollabili – tutto tende a perdere di nuovo significato. È possibile affrontarlo senza dolore, paura, confusione? È possibile che questa esposizione all’assurdo sia anche una apertura?

Crediamo che ciò che serve per rispondere a questa domanda non siano altri dogmi e sicurezze, neppure buone sensazioni o speranze, ma riflessioni lucide e relazioni umane significative. Mantenendo la dimensione “sacrale” di rispetto che è propria del momento di limite più intimo e totale che possiamo vivere.
Desideriamo invitare personalità di primo piano del panorama accademico e culturale italiano e straniero per indagare il tema della morte, evitando toni di impotenza e di tragedia che tendono a respingere, chiedendo loro se può essere anche un evento interessante, realmente capace di schiudere significati.

Ad ogni Relatore è stato richiesto di concedere un ampio spazio alla interazione con il pubblico, le cui domande sono stimolate ed incoraggiate

Il passaggio della morte nel Buddismo Tibetano

Lama Khube Rinpoche
(Centro Dharma Karuna)
Venerdì 6 novembre 2009 ore 21,00
Il processo della morte nel buddismo tibetano

Vita e morte alla luce di una intuizione d’assoluto

Franco Bertossa
(Centro Studi Asia, Bologna)
giovedì 3 dicembre 2009 ore 21,00

L’accompagnamento del morente

Silvia Bianchi
(Istituto Lama Tsong Kapa)
giovedì 21 gennaio 2010 ore 21,00

La morte e la domanda sul senso della vita

Sergio Givone
(Dip. Filosofia, Università di Firenze)
giovedì 18 febbraio 2010 ore 21,00
Leggi il testo dell’incontro:
I parte: Gli intendimenti del Vivere per la morte
II parte: Domande sulla morte e sul non-senso
III parte: Domande sul rapporto tra la morte e la tecnica
IV parte: Domande sulla libertà e il nulla. Dostoevskij e la morte

Le Vie d’Oriente per la ricerca di sè. 2009

Una passeggiata filosofica attraverso le Vie dell’Oriente. Il cui scopo è visitare, con la guida di tre seri ricercatori e praticanti, i luoghi di un pensiero profondamente “altro” rispetto a quello occidentale, ma ormai a noi vicino.

Il ciclo di incontri vuole introdurci a quel modo di “filosofare attraverso il corpo” che si è sviluppato in India, Cina e Giappone. La ricerca filosofica ed esistenziale delle tradizioni orientali (Yoga, Tantra, Buddismo, Zen) per qualcuno rischia di essere un elemento di alienazione della nostra identità. Può di fatto esserlo se non entra nel contesto culturale dell’Occidente, se resta una pianta esotica che non si adatta al nuovo terreno e al nuovo clima, ma si limita a fornire facili sensazioni da new age. Crediamo che il dialogo tra filosofia ed esperienza diretta possa indagare i significati comuni ed arricchire in modo reciproco. E che renda comprensibili alla nostra sensibilità nuovi e antichi strumenti per scandagliare in profondità noi stessi.

La via dello Yoga e del Tantra: lo stupore nel corpo

Luigi Lombardi Vallauri (Filosofo, Università di Firenze)
giovedì 9 ottobre 2008 alle 21

Leggi il testo del dialogo con il pubblico

La via del Buddismo e il dialogo con il Vangelo

Giuseppe Jiso Forzani (Filosofo e monaco Zen Soto)
giovedì 30 ottobre 2008 alle 21

Leggi il testo del dialogo con il pubblico

La via dello Zen e dei Koan

Carlo Vittorio Penzo Hakuun (monaco Zen Rinzai)
giovedì 20 novembre 2008 alle 21