Interviste 2016 su animalità e filosofia

#1 Felice Cimatti: l’animalità è ciò che non controlliamo

Perché è così urgente per noi porci domande sugli animali e su cosa ci distingue da loro? Per definire noi stessi per contrasto?

Felice Cimatti spiega come l’irrequietezza e la noia – che non appartiene all’animale ma certamente all’uomo – sia una brutta notizia per il pianeta terra: la nostra vita non ci basta mai, ci riempiamo di oggetti e usiamo la terra come fosse uno schiavo per produrli.

Non siamo cattivi: solo costruttivamente irrequieti.

Come se ne esce? Diventare un gatto.

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Felice Cimatti insegna Filosofia della mente e della comunicazione all’Università della Calabria. È uno dei conduttori del programma radiofonico di attualità culturale Fahrenheit, RaiRadio3. Collabora con le pagine culturali de il manifesto, con l’inserto Tuttoscienze del quotidiano La Stampa e con la Rivista di Psicoanalisi.
Ha dedicato particolari studi alla mente, al linguaggio e al pensiero animali, e ha affrontato da quel versante la questione della natura umana e del linguaggio, parte integrante della sua biologia e sua vera e propria nicchia evolutiva. Tra i suoi libri ricordiamo La scimmia che si parla. Linguaggio, autocoscienza e libertà nell’animale umano (Bollati Boringheri); La mente silenziosa. Come pensano gli animali non umani (Editori Riuniti); Mente e linguaggio negli animali (Carrocci); Il possibile e il reale. Il sacro dopo la morte di Dio (Codice); Filosofia dell’animalità (Laterza); A come Animale: voci per un bestiario dei sentimenti (con Leonardo Caffo, Bompiani); recentemente ha scritto anche un romanzo ispirato alla condizione animale, Senza colpa (Marcos y Marcos).